Incantesimi d'amore? Parliamone

Chiunque abbia mai offerto i propri servizi magici su commissione, insegnato magia o anche solo dato un’occhiata distratta alla sezione esoterica della libreria sotto casa sa che gli incantesimi d’amore sono in cima alla lista delle cose che le persone cercano quando decidono di passare al lato oscuro della Forza e affacciarsi al mondo dell’occulto.
Dall’esperienza quotidiana delle storie d’ufficio e delle gioie e tribolazioni di Tinder, alle fantasie hot su licantropi palestrati con un passato tormentato e tendenze da stalker, o su tradwives dalla voce dolce che hanno sfornato sei figli ma sembrano ancora naturalmente ventenni e NON VEDONO L’ORA di ascoltare ogni dettaglio della tua battuta di pesca, una cosa è chiara: tutti vogliono amore e connessione.
Anche se le nostre idee su come dovrebbe essere una relazione romantica possono differire, il desiderio di trovare qualcuno che ci ami e che tenga a noi è un bisogno radicato in profondità nelle nostre anime.
E ogni volta che c’è un desiderio forte, la magia è pronta a seguirlo.
Non dovrebbe sorprendere, quindi, che gli incantesimi d’amore siano probabilmente il tipo di incantesimo più popolare in assoluto. Se non mi credi, vai a parlare con chi gestisce un negozio esoterico, perché a prescindere da ciò che dicono i libri più popolari e da ciò che le persone sono disposte ad ammettere in pubblico, le cose che vendono di più nella magia sono le stesse da tempo immemorabile: amore e maledizioni. Di solito in quest’ordine.
Tuttavia, le informazioni che si possono trovare sugli incantesimi d’amore spaziano molto spesso da sciocchezze new age annacquate, che hanno la stessa probabilità di funzionare di quante ne ho io di diventare il nuovo Papa, a roba decisamente malevola e tossica che non augurerei al mio peggior nemico, con ben poco nel mezzo.
Perché ciò di cui molti non si rendono conto è che esistono tanti tipi diversi di incantesimi d’amore, e alcuni di essi sono vere e proprie maledizioni che possono avere conseguenze ancora più devastanti sulla vita sia del bersaglio sia dell’operatore rispetto a una maledizione concepita direttamente per fare del male.
Significa forse che TUTTI gli incantesimi d’amore sono maledizioni? Certo che no.
È proprio per questo che comprendere i diversi tipi di incantesimi d’amore e il loro funzionamento è fondamentale.
Voglio solo incontrare qualcuno
A volte ciò che le persone cercano è più simile a iniettare nuova linfa nella propria vita sociale e incontrare persone nuove e interessanti, tra le quali potrebbero nascondersi candidati promettenti per avventure romantiche e interludi piccanti. Non stanno necessariamente cercando l’amore della loro vita e potrebbero semplicemente voler passare un buon momento e fare esperienze positive in vari tipi di relazioni.
L’incantesimo che risponde a questa esigenza è simile a quello che di solito viene chiamato incantesimo di “apertura delle strade” (o “road opening”), che agisce aprendo possibilità e portando il potenziale di un cambiamento positivo in una situazione stagnante. Non ha un bersaglio diretto, né agisce sull’operatore per aumentarne l’attrattiva. Il suo scopo è aggiustare qua e là le circostanze affinché il potenziale di nuove e promettenti interazioni sociali, con una sfumatura romantica o sessuale in questo caso, possa presentarsi.
È un tipo di incantesimo a basso rischio, ma può essere incredibilmente efficace.
Sorgi e Splendi
Chi non vuole giocare le proprie carte migliori? Tutti vorremmo andare a un appuntamento con la certezza che l’altra persona ci vedrà al nostro meglio, ed è esattamente questo l’obiettivo di questo tipo di incantesimo.
Questi incantesimi funzionano potenziando temporaneamente le nostre qualità migliori e permettendo loro di brillare in modo più luminoso e chiaro. È come indossare il vestito che ti dona di più tra quelli che hai nell’armadio: non crea un’illusione facendoti percepire qualcosa che non esiste, ma ti mostra sotto la luce più favorevole. Alcune forme di glamour sottile funzionano così, così come benedizioni particolari ricevute da divinità o altre entità potenti.
È un tipo di incantesimo a basso rischio e può essere utile per lavori a breve termine, ma non “regge” a lungo, se non viene costantemente rinforzato, cosa che comunque sconsiglio, perché vogliamo comunque essere conosciuti per la totalità di ciò che siamo.
Essere irresistibile
Alcuni ci nascono, ma la maggior parte no. Parlo di quel carisma magnetico che ti fa fissare qualcuno dall’altra parte di una stanza affollata, che satura l’aria con la forza della sua presenza e ti costringe a notarlo, e che ti fa pensare di non averne mai abbastanza della sua compagnia, anche se non sapresti bene spiegare il perché.
Il più delle volte, un carisma potente non riguarda tanto la persona in sé quanto l’illusione che vediamo quando la osserviamo. Questo vale anche nel campo della seduzione.
Esistono incantesimi il cui scopo è tessere un bozzolo di illusione intorno a te, per farti proiettare un’aura estremamente attraente e magnetica che non è progettata intrinsecamente per colpire persone specifiche, ma che può essere canalizzata e direzionata, attraverso l’azione e l’attenzione focalizzata, verso qualcuno in particolare.
Finché vengono gestiti con un minimo di buon senso (per esempio evitando di lanciare un incantesimo del tipo “Hai BISOGNO di saltarmi addosso, ADESSO!” e poi fare una passeggiata nell’ala dei detenuti violenti di un carcere) sono generalmente incantesimi con un livello di rischio medio.
Tieni presente però che, al di là dell’opportunità di gettare l’amo e farti notare, questo non è il tipo di lavoro magico che probabilmente porterà a una relazione sana ed equilibrata, ed è anche piuttosto probabile che attiri attenzioni indesiderate e incoraggi comportamenti sopra le righe nei bersagli, siano essi intenzionali o accidentali.

Un giorno il mio principe, o la mia principessa, arriverà
Hai presente quella scena di “Amore e Incantesimi” in cui la giovane protagonista raccoglie fiori e petali elencando tutte le qualità che il suo partner ideale dovrà avere? È un esempio perfetto di questo tipo di incantesimo d’amore.
L’obiettivo non è attirare una persona specifica, ma una persona con determinate qualità o caratteristiche. È, almeno a mio parere, una forma di legamento leggero in cui l’operatore tira i fili del destino affinché una persona con le qualità desiderate entri nella sua vita e i due vengano spinti l’uno verso l’altra.
È difficile definire il livello di rischio di questo incantesimo, perché spesso c’è un abisso tra ciò che VOGLIAMO e ciò di cui abbiamo BISOGNO, ma in generale lo collocherei a un livello di rischio medio, poiché i suoi risultati sono di solito meno distruttivi rispetto al forzare una persona specifica a stare con te a qualunque costo. Ricorda però che, per quanto tu possa aver idealizzato il tuo futuro partner, la persona che si presenterà sarà reale, con tutto ciò che questo comporta, nel bene e nel male, e non un personaggio uscito dalle tue fantasie.
Quando ero una strega molto giovane lanciai uno di questi incantesimi, che mi fece incontrare mio marito, quindi, anche se non è qualcosa che consiglierei alla maggior parte delle persone, ammetto che potrei avere un debole per questo tipo di magia.
Amanti da legare
Eccoci qui: il legamento d’amore. Questo è, purtroppo, il tipo di incantesimo che la maggior parte delle persone cerca: quello che legherà a te una persona specifica e applicherà una forte pressione affinché stiate insieme, come coppia romantica o almeno costretti a orbitare l’uno intorno all’altra in qualche modo, per tutto il tempo in cui l’incantesimo resterà attivo.
Anche quando viene eseguito con il consenso di entrambe le parti, e molti rituali matrimoniali sono forme di legamento consensuale con diversi livelli di intensità, questo tipo di incantesimo può essere distruttivo. Lanciarlo su un bersaglio non consenziente equivale a invitare nelle vite di entrambi comportamenti tossici, squilibrati, ossessivi e talvolta persino violenti.
La magia non può generare l’amore, può solo creare le circostanze adatte affinché esso possa germogliare. Quando dici “al diavolo le circostanze adatte, voglio che succeda, a qualunque costo!”, ciò che stai generando non è amore, ma ossessione. E l’ossessione non è amore.
Non entrerò nel merito dell’etica della cosa (spoiler: penso che sia sbagliato) perché le prediche raramente dissuadono qualcuno deciso a tentare un incantesimo per qualcosa che lo ossessiona. Offro solo uno spunto di riflessione: scambiare l’ossessione per amore è il tipo di errore fatale che spinge le persone ad abusare, o persino uccidere, i propri partner.
Considero questo un incantesimo ad alto rischio e, cosa forse ancora più importante, non ho mai visto un caso in cui lanciarlo su un soggetto non consenziente sia finito bene. Finisce sempre male.
Amami fino alla morte
A questo punto sarà chiaro che stiamo salendo verso il culmine della tossicità, e questo è davvero il peggiore tra i peggiori. Questo tipo di incantesimo è una vera e propria maledizione, e pure di quelle brutte.
Tecnicamente si tratta di legamenti con un sistema di punizione integrato per la vittima. Chi compie questa magia si assicura che ogni volta che il bersaglio tenta di opporsi alla forza dell’incantesimo ne soffra, e continui a soffrire finché non si deciderà a cedere. Nell’antica Grecia questo tipo di incantesimo era chiamato agogé ed era piuttosto diffuso, soprattutto al fine di costringere giovani donne (o ragazzi) di buona famiglia a ignorare norme sociali e inclinazioni personali e a presentarsi alla porta dell’operatore, o del cliente che aveva commissionato l’incantesimo, per concedersi sessualmente. Molti esempi di questo tipo di maledizione vengono analizzati nel mio corso sulle defixiones.
A seconda di come l’incantesimo è congegnato, la punizione può manifestarsi sotto forma di incubi intensi, problemi di ordine fisico o, nei casi più estremi, persino della morte del soggetto. Personalmente, ho notato che chi tenta questi incantesimi spesso lo fa perché pensa, apertamente o a livello subconscio, che la sofferenza che viene prospettata al bersaglio sia solo una metafora esagerata dei dolori dell’amore. Non lo è.
Si tratta di un tipo di magia orribile, che porta con sé tutti i rischi e le implicazioni di un legamento e vi aggiunge una generosa dose di sadismo.
Questo è il modo in cui personalmente categorizzo ciò che di solito chiamiamo incantesimi d’amore, anche se, come avrai intuito, alcuni di essi hanno ben poco a che fare con l’amore.
Spero che chiunque legga queste parole trovi il tipo di amore di cui ha davvero bisogno e lo porti nel mondo e nelle vite delle persone intorno a sé.
Le giovani streghe sono confuse?

Un incontro che mi ha fatto riflettere
La settimana scorsa un’amica di mia figlia (hanno entrambe 15 anni) è venuta a pranzo da noi e ha passato il pomeriggio con lei.
Durante il pranzo, è saltato fuori l’argomento delle stranezze e l’amica ha confessato di avere un profondo interesse per la magia e la stregoneria. Immagino sapesse già qualcosa di me e di ciò che faccio tramite mia figlia (oltre al fatto che l’altare con candele e ossa piazzato proprio al centro della casa è un indizio non da poco) e stesse sondando con delicatezza se potessi esserle d’aiuto.
Ovviamente sono sempre felice di parlare di magia, e ero sinceramente curiosa di capire cosa avesse acceso il suo interesse, dove questa nuova generazione vada a cercare risposte e una guida.
Quello che ho scoperto mi ha fatto davvero riflettere: contrariamente a ciò che potremmo pensare, queste giovani streghe probabilmente hanno davanti un inizio più difficile del nostro.
La mia (debosciata) adolescenza
Sono attratta dalla magia da che ho memoria, già da prima ancora di frequentare la scuola, ma ho iniziato a cercare seriamente materiale per formarmi quando avevo circa 14 anni e potevo finalmente andare in biblioteca da sola o ordinare libri “sospetti” in libreria sotto lo sguardo torvo dei commessi. Era l’alba del nuovo millennio e in Italia la stregoneria, anche nelle sue forme più “soft” e spirituali, NON era affatto mainstream.
Questo significava che il cammino verso la magia era davvero avvolto nel mistero e costellato di ostacoli da superare. Come in una fiaba moderna, noi appassionati e strambi inesperti dovevamo cercare i pochi libri disponibili nella nostra lingua (che spesso non erano nemmeno disponibili sugli scaffali), fare tentativi di ricerca sulla neonata internet (aspettando devotamente i 15-20 minuti necessari a caricare ogni pagina) per trovare qualche briciola d’informazione e scovare persone affini.
Ricordo di aver fatto cose che oggi terrorizzerebbero molti genitori: andare a incontri con persone mai viste prima (quasi tutte molto più grandi di me), viaggiare in città lontane e orientarmi con una mappa spiegazzata a 15 anni solo per partecipare a un evento, farmi prendere i documenti dalla polizia perché qualcuno aveva fatto una soffiata che “dei satanisti” stavano facendo chissà quali riti malvagi proprio lì.
Era folle e divertente, e molto spesso confuso, perché nessuno di noi aveva davvero idea di cosa stesse facendo, ma avevamo una missione: la magia era lì, da qualche parte, appena fuori dalla nostra portata, e noi eravamo determinati a trovarla.
L’eredità della generazione precedente
Riesco ancora a riconoscere chi ha attraversato lo stesso percorso formativo dalla loro abitudine ad arrangiarsi e dalla tendenza a lavorare sodo per costruire il proprio cammino magico, invece di aspettare che arrivi come un pacchetto pronto al consumo. Non credo che fosse perché noi fossimo più in gamba, ma semplicemente perché all’epoca le persone con una vera formazione si contavano sulle dita di una mano, e quindi finimmo per scoprire a nostre spese che la maggior parte di quelli che si spacciavano per maestri o guide stavano improvvisando, proprio come noi.
Ovviamente, da quel tipo di percorso derivano anche degli aspetti negativi, e uno dei principali è che molti di noi cresciuti in quell’ambiente non sono bravi nel lavoro di squadra o nella costruzione di comunità: per natura, siamo abituati a fare le cose a modo nostro, e qualsiasi restrizione o compromesso necessario ci fa scattare come cavalli ombrosi.
Le nuove generazioni e la magia accessibile
Lo so, sto divagando e probabilmente sembro una vecchia strega che se la prende con le nuvole, ma abbiate pazienza ancora un momento: c’è un punto a cui voglio arrivare.
Ho sempre pensato che le giovani streghe di oggi avessero la vita più facile, perché dal mio punto di vista l’abbondanza di pubblicazioni, corsi, eventi dal vivo e materiale gratuito è praticamente ciò per cui avrei ucciso da adolescente. Ed è vero che una buona parte di questo materiale non è di grande qualità, ma le cose buone ci sono, e non è nemmeno difficile trovarle. Anche nel mio paese, ormai, il numero di persone davvero esperte e rispettate non si conta più sulle dita di una mano.
La conversazione che mi ha fatto cambiare idea
Eppure, la breve conversazione che ho avuto con questa ragazza ha ribaltato tutte le mie convinzioni, in un istante.
Non mi ha sorpreso scoprire che fosse confusa (non lo eravamo tutti?) né che avesse iniziato provando a evocare demoni (non lo abbiamo fatto tutti?), ma ciò che mi ha scioccata davvero è stata la sua totale incapacità di trovare buone fonti che le dessero una direzione.
Questa ragazza intelligente non era stordita dall’eccesso di opzioni, non sapeva nemmeno che esistessero.
La sua introduzione alla stregoneria? Un paio di tizi piacioni con un imbarazzante canale YouTube sul paranormale che si spacciavano per esperti dell’occulto (e sì, se sembro giudicante, mi va bene così).

Sconfitta da un hashtag su WitchTok
Com’è possibile? Non abbiamo fatto tutto questo lavoro anche perché volevamo che chi sarebbe venuto dopo di noi avesse la strada più facile?
Abbiamo continuato a parlare un po’.
Ho scoperto qualcosa che già sospettavo, ma che non mi era mai apparso così chiaramente: l’impermeabilità quasi totale tra le varie piattaforme online, per quanto riguarda la condivisione e la ricezione di informazioni tra le diverse fasce d’età.
Queste nuove generazioni vivono molto nell’istante, e l’idea di essere in una sorta di “ricerca” non le galvanizza: non si entusiasmano all’idea di andare a caccia della pepita nella miniera scalcagnata, e il tipo di apprendistato che noi sognavamo probabilmente a loro sembra noioso o troppo impegnativo perché ne valga davvero la pena.
E non è perché non siano intelligenti o non vogliano lavorare sodo (solo chi non parla con qualcuno sotto i 25 anni da un decennio può crederlo), ma perché le grandi piattaforme digitali ci hanno fregato per anni, manipolando il nostro cervello, soprattutto il modo in cui accediamo ed elaboriamo le informazioni, e, anche se chiunque usi internet ne è colpito, le generazioni nate dopo l’avvento dei social ne subiscono le conseguenze in modo sproporzionato.
Ma ho scoperto qualcosa anche su me stessa.
Quando questa ragazza mi ha chiesto dove poteva trovare fonti e materiali affidabili, mi sono resa conto di non sapere bene cosa risponderle, perché ho percepito in quel momento che le cose che consiglio di solito non sono affatto pensate per le esigenze di questa generazione e che non avevo sentito il bisogno di seguire WitchTok o i vari influencer, anche solo per farmi un’idea di quali siano quelli più validi.
Per quanto abbiamo cercato di fare l’esatto opposto, sembra che in qualche modo abbiamo fallito nel tentativo di rendere la strada più facile per queste giovani streghe e io sono l’ultima a poter lanciare la prima pietra, visto che l’idea stessa di fare un video su TikTok mi fa venire l’orticaria.
La stregoneria oggi tra algoritmi e caos digitale
Sembra che la stregoneria oggi sia, come le notizie affidabili, nascosta sotto la pura sovrabbondanza di spazzatura digitale e algoritmi che spingono solo ciò che è al servizio del tipo di capitalismo cannibale che sta divorando le nostre democrazie e il nostro discernimento a velocità folle; e se è vero che l’occulto è per sua natura “nascosto”, questa verità che un tempo accendeva la scintilla della scoperta è ora sostituita da una cacofonia di intrattenimento al sapore di plastica che ti fa credere che sia tutto lì.
La fiaba non comincia nemmeno.
Non ci sono risposte in questo articolo, solo domande.
(E no: un video su TikTok non lo farò comunque.)
[Credits immagine principale: frame dall’anime “WitchWatch”]
La Strega Bianca è una stronza

Diciamoci le cose come stanno, la stregoneria sta tornando di moda.
Molti ricordano ancora, con un misto di tenerezza e orrore, la grande ondata dell’inizio degli anni 2000 (il periodo dei Forum di discussione, delle Morgana che spuntavano come funghi e del Potere del Trio), ed ora la Storia si ripropone, come è sua abitudine, simile, ma mai uguale a sé stessa.
Mentre all’inizio di questo millennio era la cosiddetta Wicca eclettica ad essere al centro dell’attenzione[1], ora è senz’altro la Strega sotto i riflettori e, nello specifico, la Strega Bianca.
In realtà non è tanto il termine di per sé (che viene utilizzato solo in determinati contesti) ad essere così fortemente presente, quanto il contenuto che esso veicola: quello che un giocatore di ruolo definirebbe “la costruzione del personaggio”. In pieno spirito post-moderno, infatti, il rifiuto di totale di ogni titolo e definizione (a meno che esso non sia talmente ampio da essere generico, o talmente frammentato in infinite varianti da perdere qualunque utilità descrittiva) porta le persone a non volersi legare stabilmente ad un’unica denominazione, preferendo l’utilizzo di una serie di nomi che evocano delle emozioni simili; in un gioco in cui ad essere centrale non è ciò che facciamo, ma l’immagine di noi che vogliamo presentare a noi stessi e al mondo.
In altre parole ci sentiamo speciali, senza neanche sapere bene perché, e cerchiamo un’immagine che susciti in noi delle reazioni abbastanza forti da emozionarci, ma con dei contenuti abbastanza vaghi da non richiedere grandi riflessioni o azioni concrete. Andiamo a caccia di quella sensazione sfuggente che proviamo quando vediamo il sorriso evanescente di Galadriel sullo schermo: cerchiamo l’ologramma a cui sovrapporci, senza che ci venga richiesta la fatica, l’impegno e l’analisi interiore di un percorso che abbia una qualche forma di sostanza.
La figura della Strega suscita in tutti noi delle reazioni ambivalenti: da un lato ci attraggono il suo aspetto selvaggio, la comunione con il mondo naturale, il senso di potere e di mistero; dall’altro le ombre che si celano all’interno di questi medesimi aspetti ci inquietano e ci repellono.
Questa è una storia antica. Antica quanto i balli sotto la luce della luna e le risate trasportate dal vento notturno.
Da un punto di vista storico e sociale, potremmo parlare di tutti gli aspetti legati alla demonizzazione dell’aspetto selvatico e indomito del femminile e dei processi che hanno portato a creare lo stereotipo della strega dal naso adunco che divora i bambini; ma è a un livello ancora più profondo e atavico che dobbiamo andare a cercare l’origine di questa storia.
La Stregoneria è una pratica che si muove negli spazi di confine: si insinua nei silenzi che calano di notte al centro degli incroci, negli attimi sospesi tra un respiro e l’altro.
La Stregoneria non può esistere nella sua pienezza laddove sia imposta una rigida suddivisione tra luce e ombra, tra creazione e distruzione, perché la sua natura è quella che porta a danzare sull’orlo dell’abisso, a sporcarsi le mani con la materia grezza e il suo decadimento e a guardare oltre i confini del cielo.
Immaginare una Strega Bianca come una creatura di luce che si erge al di sopra dei limiti del nostro mondo, che dissolve le proprie ombre tramite l’amore e la compassione, che non ha bisogno di misurarsi con la realtà del dolore, della morte, dell’ingiustizia e della rabbia perché ormai è “oltre” tutto questo, significa non solo negare alla radice la natura stessa della stregoneria, ma anche intessere un inganno tanto subdolo quanto pericoloso.
Significa voler mettere a tacere l’inquietudine generata dall’idea stessa di stregoneria, dalla riscoperta del proprio potere e degli aspetti più selvaggi di sé, soffocandola sotto una densa coltre di brillante zucchero filato. Se la storia ci ha insegnato qualcosa, però, è proprio che le azioni peggiori vengono compiute da chi si convince di rappresentare il bene superiore e la vera luce.
[1] Volendo essere pignoli, la Wicca eclettica non è propriamente Wicca, se non nel senso che si ispira a quelle pratiche e a quella visione del mondo, ma questo è un argomento che in questo contesto non ci interessa approfondire.
.
Le nostre antenate non sono state bruciate, affogate, impiccate e torturate perché abbracciavano gli alberi e sorridevano soavemente agli scoiattoli. La maggior parte di loro sono morte perché praticavano aborti, perché con la contraccezione cercavano di impedire che l’ennesima gravidanza si portasse via una donna sfinita, perché volevano godere della loro sessualità e della loro libertà come esseri umani, perché, in un mondo tutt’altro che perfetto, sapevano bene che talvolta bisogna sporcarsi le mani per fare ciò che è giusto, o anche solo per garantire la propria sopravvivenza e quella delle persone a sé vicine. Sapevano bene che la stregoneria è spesso l’unico riscatto degli emarginati e degli oppressi.
Oggi viviamo in un mondo per molti versi decisamente migliore, ma ancora tutt’altro che perfetto. Oggi come allora la stregoneria è ancora un percorso di luce e ombra, di responsabilità personale, di carne e sangue: è un percorso in cui non esistono risposte facili.
La Strega Bianca, assieme a tutte le illusioni che le vorticano attorno, ci illude di essere libere; di essere allo stesso tempo potenti e al sicuro da noi stesse e dalle brutture di questo mondo. Se grattiamo appena sotto la superficie ci accorgeremo di come, in realtà, sia sempre la stessa, vecchia, gabbia: se sei una brava bambina tutti ti vorranno bene, se sei buona non ti può succedere nulla di male, se accetti di stare dalla parte giusta, di parteggiare per il “bene”, allora non potrai mai sbagliare.
La Strega Bianca è una stronza, che sa benissimo come usare le nostre paure per spingerci a vivere una vita a metà, una vita in cui nascondiamo in profondità tutto ciò che ci spaventa e ci concentriamo sul mantenere una superficie liscia e luminosa, che nasconda i nostri segreti.
La Strega Bianca è una stronza, e forse è l’unica che dovremmo davvero bruciare.
