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Incantesimi d'amore? Parliamone

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Chiunque abbia mai offerto i propri servizi magici su commissione, insegnato magia o anche solo dato un’occhiata distratta alla sezione esoterica della libreria sotto casa sa che gli incantesimi d’amore sono in cima alla lista delle cose che le persone cercano quando decidono di passare al lato oscuro della Forza e affacciarsi al mondo dell’occulto.

Dall’esperienza quotidiana delle storie d’ufficio e delle gioie e tribolazioni di Tinder, alle fantasie hot su licantropi palestrati con un passato tormentato e tendenze da stalker, o su tradwives dalla voce dolce che hanno sfornato sei figli ma sembrano ancora naturalmente ventenni e NON VEDONO L’ORA di ascoltare ogni dettaglio della tua battuta di pesca, una cosa è chiara: tutti vogliono amore e connessione.

Anche se le nostre idee su come dovrebbe essere una relazione romantica possono differire, il desiderio di trovare qualcuno che ci ami e che tenga a noi è un bisogno radicato in profondità nelle nostre anime.

E ogni volta che c’è un desiderio forte, la magia è pronta a seguirlo.

Non dovrebbe sorprendere, quindi, che gli incantesimi d’amore siano probabilmente il tipo di incantesimo più popolare in assoluto. Se non mi credi, vai a parlare con chi gestisce un negozio esoterico, perché a prescindere da ciò che dicono i libri più popolari e da ciò che le persone sono disposte ad ammettere in pubblico, le cose che vendono di più nella magia sono le stesse da tempo immemorabile: amore e maledizioni. Di solito in quest’ordine.

Tuttavia, le informazioni che si possono trovare sugli incantesimi d’amore spaziano molto spesso da sciocchezze new age annacquate, che hanno la stessa probabilità di funzionare di quante ne ho io di diventare il nuovo Papa, a roba decisamente malevola e tossica che non augurerei al mio peggior nemico, con ben poco nel mezzo.

Perché ciò di cui molti non si rendono conto è che esistono tanti tipi diversi di incantesimi d’amore, e alcuni di essi sono vere e proprie maledizioni che possono avere conseguenze ancora più devastanti sulla vita sia del bersaglio sia dell’operatore rispetto a una maledizione concepita direttamente per fare del male.

Significa forse che TUTTI gli incantesimi d’amore sono maledizioni? Certo che no. 

È proprio per questo che comprendere i diversi tipi di incantesimi d’amore e il loro funzionamento è fondamentale.

Voglio solo incontrare qualcuno

A volte ciò che le persone cercano è più simile a iniettare nuova linfa nella propria vita sociale e incontrare persone nuove e interessanti, tra le quali potrebbero nascondersi candidati promettenti per avventure romantiche e interludi piccanti. Non stanno necessariamente cercando l’amore della loro vita e potrebbero semplicemente voler passare un buon momento e fare esperienze positive in vari tipi di relazioni.

L’incantesimo che risponde a questa esigenza è simile a quello che di solito viene chiamato incantesimo di “apertura delle strade” (o “road opening”), che agisce aprendo possibilità e portando il potenziale di un cambiamento positivo in una situazione stagnante. Non ha un bersaglio diretto, né agisce sull’operatore per aumentarne l’attrattiva. Il suo scopo è aggiustare qua e là le circostanze affinché il potenziale di nuove e promettenti interazioni sociali, con una sfumatura romantica o sessuale in questo caso, possa presentarsi.

È un tipo di incantesimo a basso rischio, ma può essere incredibilmente efficace.

Sorgi e Splendi

Chi non vuole giocare le proprie carte migliori? Tutti vorremmo andare a un appuntamento con la certezza che l’altra persona ci vedrà al nostro meglio, ed è esattamente questo l’obiettivo di questo tipo di incantesimo.

Questi incantesimi funzionano potenziando temporaneamente le nostre qualità migliori e permettendo loro di brillare in modo più luminoso e chiaro. È come indossare il vestito che ti dona di più tra quelli che hai nell’armadio: non crea un’illusione facendoti percepire qualcosa che non esiste, ma ti mostra sotto la luce più favorevole. Alcune forme di glamour sottile funzionano così, così come benedizioni particolari ricevute da divinità o altre entità potenti.

È un tipo di incantesimo a basso rischio e può essere utile per lavori a breve termine, ma non “regge” a lungo, se non viene costantemente rinforzato, cosa che comunque sconsiglio, perché vogliamo comunque essere conosciuti per la totalità di ciò che siamo.

Essere irresistibile

Alcuni ci nascono, ma la maggior parte no. Parlo di quel carisma magnetico che ti fa fissare qualcuno dall’altra parte di una stanza affollata, che satura l’aria con la forza della sua presenza e ti costringe a notarlo, e che ti fa pensare di non averne mai abbastanza della sua compagnia, anche se non sapresti bene spiegare il perché.

Il più delle volte, un carisma potente non riguarda tanto la persona in sé quanto l’illusione che vediamo quando la osserviamo. Questo vale anche nel campo della seduzione.

Esistono incantesimi il cui scopo è tessere un bozzolo di illusione intorno a te, per farti proiettare un’aura estremamente attraente e magnetica che non è progettata intrinsecamente per colpire persone specifiche, ma che può essere canalizzata e direzionata, attraverso l’azione e l’attenzione focalizzata, verso qualcuno in particolare.

Finché vengono gestiti con un minimo di buon senso (per esempio evitando di lanciare un incantesimo del tipo “Hai BISOGNO di saltarmi addosso, ADESSO!” e poi fare una passeggiata nell’ala dei detenuti violenti di un carcere) sono generalmente incantesimi con un livello di rischio medio. 

Tieni presente però che, al di là dell’opportunità di gettare l’amo e farti notare, questo non è il tipo di lavoro magico che probabilmente porterà a una relazione sana ed equilibrata, ed è anche piuttosto probabile che attiri attenzioni indesiderate e incoraggi comportamenti sopra le righe nei bersagli, siano essi intenzionali o accidentali.

LOVE SPELLSpractical magic

Un giorno il mio principe, o la mia principessa, arriverà

Hai presente quella scena di “Amore e Incantesimi” in cui la giovane protagonista raccoglie fiori e petali elencando tutte le qualità che il suo partner ideale dovrà avere? È un esempio perfetto di questo tipo di incantesimo d’amore.

L’obiettivo non è attirare una persona specifica, ma una persona con determinate qualità o caratteristiche. È, almeno a mio parere, una forma di legamento leggero in cui l’operatore tira i fili del destino affinché una persona con le qualità desiderate entri nella sua vita e i due vengano spinti l’uno verso l’altra.

È difficile definire il livello di rischio di questo incantesimo, perché spesso c’è un abisso tra ciò che VOGLIAMO e ciò di cui abbiamo BISOGNO, ma in generale lo collocherei a un livello di rischio medio, poiché i suoi risultati sono di solito meno distruttivi rispetto al forzare una persona specifica a stare con te a qualunque costo. Ricorda però che, per quanto tu possa aver idealizzato il tuo futuro partner, la persona che si presenterà sarà reale, con tutto ciò che questo comporta, nel bene e nel male, e non un personaggio uscito dalle tue fantasie.

Quando ero una strega molto giovane lanciai uno di questi incantesimi, che mi fece incontrare mio marito, quindi, anche se non è qualcosa che consiglierei alla maggior parte delle persone, ammetto che potrei avere un debole per questo tipo di magia. 

Amanti da legare 

Eccoci qui: il legamento d’amore. Questo è, purtroppo, il tipo di incantesimo che la maggior parte delle persone cerca: quello che legherà a te una persona specifica e applicherà una forte pressione affinché stiate insieme, come coppia romantica o almeno costretti a orbitare l’uno intorno all’altra in qualche modo, per tutto il tempo in cui l’incantesimo resterà attivo.

Anche quando viene eseguito con il consenso di entrambe le parti, e molti rituali matrimoniali sono forme di legamento consensuale con diversi livelli di intensità, questo tipo di incantesimo può essere distruttivo. Lanciarlo su un bersaglio non consenziente equivale a invitare nelle vite di entrambi comportamenti tossici, squilibrati, ossessivi e talvolta persino violenti.

La magia non può generare l’amore, può solo creare le circostanze adatte affinché esso possa germogliare. Quando dici “al diavolo le circostanze adatte, voglio che succeda, a qualunque costo!”, ciò che stai generando non è amore, ma ossessione. E l’ossessione non è amore.

Non entrerò nel merito dell’etica della cosa (spoiler: penso che sia sbagliato) perché le prediche raramente dissuadono qualcuno deciso a tentare un incantesimo per qualcosa che lo ossessiona. Offro solo uno spunto di riflessione: scambiare l’ossessione per amore è il tipo di errore fatale che spinge le persone ad abusare, o persino uccidere, i propri partner.

Considero questo un incantesimo ad alto rischio e, cosa forse ancora più importante, non ho mai visto un caso in cui lanciarlo su un soggetto non consenziente sia finito bene. Finisce sempre male.

Amami fino alla morte

A questo punto sarà chiaro che stiamo salendo verso il culmine della tossicità, e questo è davvero il peggiore tra i peggiori. Questo tipo di incantesimo è una vera e propria maledizione, e pure di quelle brutte. 

Tecnicamente si tratta di legamenti con un sistema di punizione integrato per la vittima. Chi compie questa magia si assicura che ogni volta che il bersaglio tenta di opporsi alla forza dell’incantesimo ne soffra, e continui a soffrire finché non si deciderà a cedere. Nell’antica Grecia questo tipo di incantesimo era chiamato agogé ed era piuttosto diffuso, soprattutto al fine di costringere giovani donne (o ragazzi) di buona famiglia a ignorare norme sociali e inclinazioni personali e a presentarsi alla porta dell’operatore, o del cliente che aveva commissionato l’incantesimo, per concedersi sessualmente. Molti esempi di questo tipo di maledizione vengono analizzati nel mio corso sulle defixiones.

A seconda di come l’incantesimo è congegnato, la punizione può manifestarsi sotto forma di incubi intensi, problemi di ordine fisico o, nei casi più estremi, persino della morte del soggetto. Personalmente, ho notato che chi tenta questi incantesimi spesso lo fa perché pensa, apertamente o a livello subconscio, che la sofferenza che viene prospettata al bersaglio sia solo una metafora esagerata dei dolori dell’amore. Non lo è.

Si tratta di un tipo di magia orribile, che porta con sé tutti i rischi e le implicazioni di un legamento e vi aggiunge una generosa dose di sadismo.

Questo è il modo in cui personalmente categorizzo ciò che di solito chiamiamo incantesimi d’amore, anche se, come avrai intuito, alcuni di essi hanno ben poco a che fare con l’amore.

Spero che chiunque legga queste parole trovi il tipo di amore di cui ha davvero bisogno e lo porti nel mondo e nelle vite delle persone intorno a sé.


Fai quell’incantesimo. (E tieni la bocca chiusa).

Molti di noi hanno una conoscenza almeno superficiale di quelli che di solito vengono chiamati i quattro pilastri della Stregoneria o, più recentemente, la Piramide delle Streghe: Sapere, Volere, Osare, Tacere.

Nell’era dei social media e dei frenetici tentativi di catturare l’attenzione, sempre più fugace, delle persone, l’ultima parte di questo invito, pronunciato per la prima volta dall’occultista Eliphas Levi in Magia Trascendentale, tende a perdere capacità persuasiva. Il silenzio, mio caro Eliphas, oggi non rende molto, a meno che non arrivi accompagnato da un balletto accattivante su TikTok e da un filtro che ti trasforma in gatto.

Eliphas, ne sono certa, avrebbe spaccato sui social.

Il valore del silenzio nella pratica magica

Ho sempre sottoscritto l’idea che la stregoneria, per definizione, non possa avere leggi in senso prescrittivo, ma solo osservazioni consolidate su cosa tende a funzionare e cosa no, e questo vale anche per l’ultima delle esortazioni contenute nella piramide: tacere riguardo al proprio lavoro magico.

Non credo che rivelare apertamente scopo e struttura di un incantesimo prima che esso abbia raggiunto il suo obiettivo finisca sempre male (alcuni tipi di incantesimi di seduzione o di maledizioni potrebbero persino sfruttare a proprio vantaggio l’effetto di avvertire in anticipo il proprio bersaglio), ma si può tranquillamente affermare che, in termini di efficacia, non è generalmente una buona idea.

Basta che funzioni 

In quanto arte che si occupa soprattutto di far funzionare le cose, indipendentemente da quanto possano apparire belle o caotiche o da quanto senso logico sembrino avere, la stregoneria non richiede lunghe spiegazioni filosofiche sul perché, in linea di massima, certe cose sembrino funzionare meglio di altre, né speculazioni sui motivi dietro a quella sensazione condivisa da molti secondo cui scegliere un certo modo di agire sembri semplicemente allinearsi meglio con le forze in gioco. Se funziona, chi se ne importa, giusto?

Eppure molti stregoni e streghe tendono a essere dei tipi un po’ nerd (dobbiamo dare la colpa ai GdR? O al fascino antico e universale dei libri contenenti magia proibita?), e così ci piace immensamente cercare di sbirciare dietro il sipario per intravedere cosa faccia girare gli ingranaggi della magia, per scrutare il misterioso dipanarsi dell’universo.

Gli incantesimi sono creature fragili

La maggior parte dei praticanti con cui ho discusso di questo argomento ha asserito di sentire che un incantesimo, soprattutto immediatamente prima e dopo essere stato lanciato, abbia bisogno di protezione da un’eccessiva esposizione. Come un germoglio ancora fragile che spunta dal terreno, o un soufflé capriccioso che si gonfia in forno, sembra che un incantesimo appena nato possa essere ucciso da troppa attenzione: ogni volta che il suo nome viene pronunciato è come un’annaffiatura eccessiva o un’ansiosa regolazione della temperatura.

Personalmente, sono giunta alla conclusione che un incantesimo è una creatura e, come tutte le creature, soprattutto quelle che non sono saldamente ancorate a un corpo fisico, può essere influenzata e modellata dalle opinioni, dai sentimenti e dalle aspettative degli altri. Questo processo, come qualunque genitore attento e premuroso potrebbe dirvi, è particolarmente rilevante quando si tratta di creature molto giovani, che devono ancora trovare la forma che desiderano abitare in questo mondo.

Vi è mai capitato di tenere per voi una nuova idea o un progetto nascente fino a quando non vi è sembrato abbastanza solido da resistere all’attenzione altrui e ai capricci del caso senza esserne distorto? Sono sicura di sì, e che quindi capiate bene di cosa sto parlando.

Intento, forma e ansia sociale

Quando un incantesimo viene al mondo è imbevuto di un intento adamantino ed è focalizzato su uno scopo preciso: non ha bisogno di fermarsi ad ascoltare ogni cosa che viene detta su di lui, di preoccuparsi che la forma che sta assumendo non corrisponda a quella che gli altri si aspettano o di confondersi con le emozioni contrastanti che gli vengono cucite addosso.

Vogliamo che il nostro incantesimo assuma la forma che funzionerà meglio al momento e che navighi con fierezza, o avanzi con civettuola sinuosità, verso il suo obiettivo. Non vogliamo certo che venga travolto da confusione esistenziale e da un’invalidante ansia sociale: a questo provvediamo già noi esseri umani, con rara maestria.

Silenzio per proteggere (anche) noi stessi

Ci sono però altri motivi per osservare il silenzio in magia, al di là delle preoccupazioni sull’efficacia. Motivi che potremmo aver creduto non più rilevanti nelle società democratiche contemporanee. E se lo abbiamo creduto, eravamo in errore.

L’assassinio di Charlie Kirk (se non sapete chi fosse vi invidio, consultate Google a vostro rischio e pericolo) ha agitato la comunità pagana la scorsa settimana, quando, poco dopo la diffusione della notizia della sua morte, ha cominciato a circolare sui social un articolo di una piattaforma online di media a indirizzo femminista, datato a qualche giorno prima. Nell’articolo le autrici descrivevano il processo di contattare streghe che offrivano i loro servizi su Etsy, per poi pagarle perché maledissero Charlie Kirk. Il tutto con un tono scherzoso, punteggiato da un sottotesto di speranza: “Eh, e se poi funzionasse?”.

Non posso linkare l’articolo perché, dopo il polverone iniziale, è stato rapidamente rimosso dal sito di Jezebel e la questione è stata affrontata con un comunicato pubblico.

Magia e discrezione in tempi moderni

Non sono qui per parlare di Charlie Kirk, della sua morte o per buttare lì qualche frase di circostanza sulla violenza politica; voglio invece usare questo esempio per spiegare perché la stregoneria si pratica meglio nel silenzio, anche nelle democrazie “occidentali” contemporanee.

Le conseguenze dell’articolo di Jezebel riassumono perfettamente gli effetti indesiderati che possono derivare dall’essere un po’ troppo aperti su ciò che bolle nel nostro calderone: persone prima indifferenti iniziano a chiedersi se vendere incantesimi debba essere legale, paure ataviche (e mai davvero sopite) cominciano a risvegliarsi persino negli animi dei più convinti razionalisti e i fondamentalisti religiosi sentono il profumo di un’opportunità d’oro.

Per quanto l’uomo o la donna moderni possano giurare di considerare la magia solo una specie di psicologia particolarmente colorata o, nel peggiore dei casi, un’illusione che colpisce persone con capacità intellettive sotto la media, c’è qualcosa di profondamente radicato in loro che li porta a reagire con una sana dose di cautela. Se non volete credere a me, provate semplicemente a chiedere a qualcuno se vi darebbe una ciocca di capelli perché possiate maledirlo. Scoprirete che pochissimi accetteranno e che la maggior parte di quelli che lo faranno saranno spinti più dal desiderio di dimostrare di essere al di sopra di certe cose che da un autentico disinteresse, come un bambino che stringe i denti prima di un’iniezione e poi giura di non aver mai avuto paura.

Magia accettata? Non proprio.

Nonostante gli sforzi per presentarla come un passatempo del tutto innocuo, alimentato da una spiritualità pura (e talvolta eccessivamente stucchevole), le democrazie più progressiste non sono ancora pronte ad accogliere davvero la magia e, se la stregoneria come religione (nelle sue molte varianti) ha trovato una certa accettazione, la pratica della stregoneria resta ancora saldamente ai margini.

Ricordare al grande pubblico esattamente PERCHÉ quella parte antica del loro cervello rifugge da ciò che facciamonon è una buona idea e, nell’attuale clima politico, offre ai fondamentalisti religiosi al potere la scusa perfetta per scatenare contro noi eretici il livello di discriminazione che hanno sempre sognato.

Uscire allo scoperto, ma con giudizio

Uscire allo scoperto (se la vostra società, il vostro lavoro e la vostra famiglia ve lo consentono) è una cosa meravigliosa e non vi sto affatto scoraggiando dal farlo, io stessa sto scrivendo pubblicamente di stregoneria sul mio sito con il mio nome ben in vista, ma gli incantesimi destinati a raggiungere il loro obiettivo non dovrebbero essere forgiati in un laboratorio stregonesco con la cucina a vista.

Attivismo e magia non sono la stessa cosa

“E cosa dire riguardo agli incantesimi legati all’attivismo, che dovrebbero ricercare la massima pubblicità e diffusione?”, posso immaginare che alcuni di voi si stiano chiedendo. Beh, il fatto è che attivismo e stregoneria sono due arti diverse che funzionano in modi differenti, e mi duole dirlo ma la stragrande maggioranza degli incantesimi concepiti per essere diffusi ovunque non è proprio ben concepita, dal punto di vista magico.

Personalmente trovo che persino campagne pubbliche come queste abbiano bisogno di un nucleo segreto, uno scheletro nascosto che le manovri, se vogliono avere qualche possibilità di colpire davvero il bersaglio: l’attenzione diffusa è il carburante, ma qualcosa che non è visibile al pubblico deve stare al timone.

Potreste dire che è un po’ subdolo nascondere il cuore di un lavoro magico proprio a coloro che dovrebbero essere nostri alleati, e potreste anche avere ragione, ma io sono una strega: cosa vi aspettavate?

Create. Incantate. Poi tacete.

Osservate la vostra vita e il mondo intorno a voi per decidere, con chiarezza, saggezza, un pizzico di malizia e un profondo senso di responsabilità, quali incantesimi creerete. Fatelo.
Poi state zitti.


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Chi ha paura del Demonio?

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Magia, stregoneria e paure nei praticanti moderni

Frequentando gli spazi dedicati ai praticanti di magia e stregoneria sul web, ci si aspetterebbe di trovare ricettine di dubbio gusto, una morale quantomeno elastica e un senso dell’umorismo che tende al grottesco. Tra tutte le cose, insomma, di cui una strega potrebbe avere paura (il costo delle candele in cera d’api, gli escursionisti che ti sorprendono nei boschi con le pudenda all’aria, i meeting del popolo della famiglia…) il Demonio è proprio l’ultima cosa a cui verrebbe da pensare.

Eppure…

Sono rimasta davvero sorpresa di constatare quante persone che sostengono di abbracciare queste pratiche, seguendo tradizioni e percorsi diversi, siano letteralmente ossessionate dall’idea del Maligno che si annida in ogni anfratto, in ogni evento della vita quotidiana che possa anche solo vagamente suggerire una sensazione di inquietudine.

Un gruppetto di adolescenti disegna un sigillo copiato da Full Metal Alchemist sul muro di una casa abbandonata? Satanismo. Tua cognata ti guarda storto perché le hai finito la Nutella? Maleficio. Hai trovato un calzino sporco sulla soglia di casa? Magia nera, che più nera non si può.

Paure e superstizioni: il ritorno del Medioevo?

Di fronte a questi segnali oscuri, fioccano sempre i consigli e gli avvertimenti più funerei e sibillini:

“Con certe cose è meglio non avere a che fare…”
“È sicuramente woodooh/wudù/vdù!!” (che si chiama così perché lo scrivi un po’ come vuoi tu)
“Non so cosa sia (e quella cacca di piccione a lato sembra un po’ una runa e un po’ un esagramma di Salomone) ma è sicuramente terribile!”
“È un rito satanico”
“BRUCIALO!!!”

Alla luce di questo fenomeno, non credo sia un azzardo dire che se Jacob Sprenger tornasse dall’al di là, alla ricerca di un compagno fidato per le proprie scorribande, sarebbe quantomeno confuso sul da farsi: “Non saprei, cari fondamentalisti cristiani: sicuro, vi date da fare, ma queste streghe da oratorio pare che ve le suonino di brutto sul versante della paranoia. Davvero, non saprei chi scegliere…”

(immagine tinder di Sprenger con i suoi interessi)

Le prime fasi del cammino magico: tra fascinazione e timori

Quando si fanno i primi passi sul percorso, è sicuramente normale portare con sé le paure, i pregiudizi e i condizionamenti che ci sono imposti sin da bambini, per il fatto stesso di essere nati all’interno di questa cultura: si vive un curioso periodo di ambivalenza in cui da un lato sentiamo la parte più autentica di noi sbocciare a ogni incantesimo e a ogni libro letto, mentre dall’altro sentiamo un sottofondo di senso di colpa e di incertezza, quasi come se il cielo potesse caderci sulla testa da un momento all’altro a causa della nostra hybris nel cercare di toccare qualcosa di proibito.

È normale, dunque, e suscita quasi tenerezza (soprattutto quando si tratta di persone molto giovani), tuttavia questo dovrebbe rappresentare una prima fase del proprio percorso, un guardiano della soglia che va affrontato e compreso.

Quando questo terrore continua ad attanagliarci le viscere, è il segnale che c’è qualcosa che non va, che invece di uscire dalle nostre gabbie le abbiamo solo decorate un po’ e abbiamo lasciato che la paura rinforzasse ancora di più le sbarre.

Quando abbiamo bisogno che la nostra magia sia rassicurante e di una chiara linea di demarcazione tra “magia bianca” e “magia nera”, ci stiamo raccontando la favola della Strega Bianca.

Il problema della paura coltivata nell’età adulta

Se risulta facile capire per quale motivo i nuovi arrivati possano nutrire queste inquietudini, lo è molto meno comprendere perché ci siano persone, anche di età decisamente matura, che si ostinano a spargere il panico ogni volta che vengono toccati questi argomenti.

Ci ho pensato a lungo e credo che in parte sia dettato da un meccanismo adolescenziale di ricerca di attenzione, un po’ come quando al liceo ci si scambiano i racconti di sedute spiritiche e di esplorazione di case infestate per sentirsi fichi e apparire persone vissute “che hanno visto cose”.

A un livello più profondo, però, si trova probabilmente il desiderio di vedere riaffermati i rigidi confini che ci si è imposti e di mettere a tacere il proprio travaglio interiore per qualche istante, riconfermando a sé stessi e al mondo che si è dalla parte giusta.

Ogni volta, però, che rafforziamo questa narrativa, che nutriamo queste paranoie, non stiamo facendo altro che cedere il nostro potere personale alle nostre paure, dando loro sempre di più la capacità di controllarci.

Ogni volta che diciamo “questo è sbagliato”, senza mettere in discussione le nostre idee preconcette e la radice del nostro giudizio, ci stiamo comportando da fedeli che adorano un dogma imposto da altri.

Curiosità vs paura: il segno del vero praticante

Da cosa si riconosce un vero praticante di magia o di stregoneria?

Lo riconosci perché di fronte a uno strano artefatto trovato sulla porta di casa, puoi vedere accendersi nel suo sguardo, prima di ogni altra cosa, la scintilla della curiosità; il desiderio di scomporre il residuo di quell’incantesimo come un orologiaio, per comprenderne il funzionamento.

Tutto quello che viene fatto, in fondo, si può disfare, modificare, ribaltare… ma una maledizione noiosa e priva di inventiva è un peccato imperdonabile.

Lo riconosci perché quando l’evocazione funziona, anche nel bel mezzo della breve paralisi dettata dal terrore, una parte del suo animo esulta presa dall’esaltazione.

Non si può fare magia con il preservativo: se si è troppo affezionati ai propri limiti, se si vuole stare trincerati nel fortino sicuro delle proprie convinzioni… tanto vale lasciar perdere.

Il Demonio, la stregoneria e il vero volto della ribellione

E sì, certo, l’immagine cristiana del Diavolo è il risultato del convergere di più figure precristiane, tra cui diverse divinità pagane, ma c’è un motivo se al Sabba veniva una divinità cornuta, sovversiva e lussuriosa, invece di Giove sorridente e con la saetta in mano.

La verità è che, se anche per assurdo volessimo accettare la visione religiosa del cristianesimo o di altri monoteismi di origine abramitica, la pratica della stregoneria sarebbe sempre molto più vicina al Nemico, all’Avversario, piuttosto che a una divinità onnisciente e onnipotente di pura luce.

Perché noi saremo sempre quelli che la mela l’hanno voluta mangiare e che preferiscono “il paradiso per il clima e l’inferno per la compagnia”.

Le vere atrocità non hanno bisogno del Diavolo

Ha senso temere il Maligno quando le multinazionali testano i farmaci sui bambini poveri? Quando in molti negano la Shoah? Quando i governi riducono le popolazioni indigene alla fame e alla malattia? Quando il business dello sfruttamento sessuale minorile è sempre più florido?

Suvvia, gli esseri umani riescono benissimo da soli a fare schifo: lasciamolo in pace questo povero Diavolo.